
Editoriale
La maggior parte dei francesi concentra i propri risparmi in prodotti bancari che offrono scarsa protezione dall'inflazione, con conseguente perdita invisibile di potere d'acquisto. Nonostante il suo ruolo storico di bene rifugio, l'oro fisico rimane marginale nei portafogli delle persone, frenato da idee preconcette e da un alto livello di abitudini bancarie. L'errore principale non è il risparmio, ma la mancata diversificazione. Includendo una quota di oro, è possibile ridurre il rischio, preservare il capitale nel lungo periodo e ammortizzare le crisi, a complemento di altri investimenti finanziari.
In Francia il risparmio è quasi una seconda natura. I libretti di risparmio del Livret A, le assicurazioni sulla vita, i programmi di risparmio domestico PEL e i fondi in euro sono stati per decenni il pilastro della ricchezza delle famiglie.
Tuttavia, dietro questa apparente sicurezza si nasconde una realtà meno rassicurante: una buona parte di questi risparmi perde valore ogni anno a causa dell'inflazione, della tassazione latente o della dipendenza dal sistema bancario...
Nonostante ciò, quasi il 90% degli investitori continua a concentrare la maggior parte del proprio patrimonio negli stessi veicoli.
Allo stesso tempo, l'oro e i metalli preziosi fisici rimangono largamente sottorappresentati nei portafogli francesi, nonostante la loro comprovata capacità di preservare il potere d'acquisto nel lungo periodo.
In realtà, l'errore più comune non è quello di risparmiare, ma di risparmiare esclusivamente in veicoli che non offrono più una reale protezione del capitale.
1) Risparmio francese: abbondante, ma poco protetto
Le cifre parlano chiaro. Secondo i dati della Banque de France, i francesi hanno un risparmio record di 6.477 miliardi di euro.
Non sorprende che la Francia abbia uno dei tassi di risparmio più alti d'Europa. Tuttavia, questi risparmi sono in gran parte destinati a prodotti con bassi rendimenti reali.
Eccessiva concentrazione su pochi prodotti
La maggior parte delle famiglie detiene :
- Uno o più libretti di risparmio regolamentati,
- assicurazioni sulla vita, investite principalmente in fondi in euro,
- talvolta un piano di risparmio per la casa o un PER.
Questi prodotti hanno svolto il loro ruolo per molto tempo. Ma in un contesto di prolungati bassi tassi di interesse seguiti da un'inflazione sostenuta, l'efficacia di questi prodotti ai fini della gestione del patrimonio si è fortemente deteriorata.
La trappola del rendimento nominale
Un conto di risparmio che rende il 3% all'anno può sembrare interessante. Ma quando l'inflazione supera questo livello, il rendimento reale diventa negativo. In altre parole, il risparmiatore diventa più povero senza rendersene conto. Questa illusione di sicurezza è uno dei principali pregiudizi comportamentali osservati tra gli investitori francesi.

2) Perché l'oro fisico viene troppo spesso ignorato a torto
Nonostante l'oro sia riconosciuto come un bene rifugio in tempi di crisi, rimane marginale nei portafogli dei francesi. Le ragioni di questo paradosso sono molteplici.
Preconcetti persistenti
Molte persone associano ancora l'oro a :
- Un investimento riservato alle persone molto ricche,
- Un bene "improduttivo",
- un investimento riservato alle crisi.
Queste percezioni non corrispondono più alla realtà del mercato. L'oro moderno è accessibile, liquido e utilizzato da investitori di ogni profilo.
Una preferenza culturale per il sistema bancario
Storicamente, i risparmi dei francesi sono stati affidati alle banche. I prodotti offerti sono semplici, automatizzati e rassicuranti.
L'oro fisico, invece, comporta un approccio volontario:
- Acquisto,
- Conservazione,
- Pensare al proprio patrimonio.
Alcuni risparmiatori sono scoraggiati da questa autonomia, nonostante gli ovvi vantaggi.
3) Oro fisico e metalli preziosi: una diversa logica di investimento
Paragonare l'oro al risparmio tradizionale significa capire che questi due approcci non perseguono lo stesso obiettivo.
Il risparmio francese punta alla liquidità e alla semplicità
I libretti e le assicurazioni sulla vita sono concepiti per:
- Rimanere disponibili,
- offrire una bassa volatilità apparente
- integrarsi facilmente nel sistema bancario.
Ma rimangono dipendenti da :
- Politiche monetarie,
- dalla solidità delle istituzioni finanziarie
- dalla tassazione futura.
L'oro fisico mira a preservare il capitale
L'oro non promette un rendimento annuo. Tuttavia, protegge da :
- Inflazione,
- svalutazione monetaria
- crisi finanziarie sistemiche.
Non dipende da alcun governo, banca o emittente. Questa indipendenza è il suo principale punto di forza.
4) Un'allocazione sbagliata, non una scelta di risparmio sbagliata
L'errore commesso dalla maggior parte degli investitori non è quello di detenere libretti di risparmio o assicurazioni sulla vita. Sta nella totale o quasi totale assenza di oro fisico nei loro asset.
Il rischio di una singola esposizione
Concentrare il 100% dei propri risparmi in attività finanziarie denominate in euro equivale a fare una scommessa implicita:
- Sulla stabilità monetaria,
- sul controllo dell'inflazione
- sulla solidità a lungo termine del sistema bancario.
Eppure la storia economica dimostra che questi parametri sono tutt'altro che garantiti nel lungo periodo.
L'oro come cuscinetto di ricchezza
Includere il 5%, 10% o 15% di oro fisico in un portafoglio di attività contribuisce a:
- ridurre la volatilità complessiva
- limitare le perdite in tempi di crisi
- preservare il potere d'acquisto per diversi decenni.
Questo ruolo di ammortizzatore è proprio quello che manca ai tradizionali risparmi francesi.
5) L'oro rispetto alle azioni, agli ETF e alle assicurazioni sulla vita
Non si tratta di contrapporre l'oro ad altri investimenti, ma di mettere ogni asset al posto che gli compete.
Azioni ed ETF: performance, ma cicli violenti
I mercati azionari registrano buone performance nel lungo periodo, ma sono soggetti a brusche flessioni. Per un investitore poco preparato, queste fasi possono provocare un arbitraggio emotivo distruttivo.
Assicurazione sulla vita: uno strumento fiscale, ma non una protezione assoluta
L'assicurazione sulla vita è ancora un modo interessante per trasmettere il patrimonio e pagare le tasse. Ma la maggior parte del suo patrimonio è investito nei mercati finanziari o nel debito sovrano, il che limita il suo ruolo di protezione in caso di crisi sistemica.
Oro fisico: stabilità e indipendenza
L'oro non vuole battere i mercati. Mira a mantenere la propria posizione nel tempo, a prescindere dalle condizioni economiche. Questa funzione è complementare a quella di altre classi di attività, piuttosto che in competizione con esse.
6) Un approccio progressivo e accessibile
Contrariamente a quanto si crede, l'investimento in oro fisico non richiede un grande capitale.
Formati adatti a tutti i profili:
- Lingotti del peso di pochi grammi,
- monete d'oro riconosciute,
- Acquisti distribuiti nel tempo.
Questa flessibilità consente di passare all'oro in modo graduale, senza stravolgere il proprio budget o sacrificare la liquidità.
Una solida disciplina patrimoniale
L'investimento regolare in oro richiede una riflessione a lungo termine. Questa disciplina è spesso vantaggiosa per i giovani investitori (link all'articolo 01 gennaio da inserire), che evitano la tentazione di una speculazione eccessiva.
Conclusione
L'errore che la maggior parte degli investitori francesi continua a commettere non è quello di risparmiare, ma di credere che il risparmio tradizionale sia sufficiente a proteggere il proprio patrimonio. L'inflazione, le incertezze valutarie e la dipendenza dal sistema finanziario stanno indebolendo gli asset che per lungo tempo sono stati considerati sicuri.
L'oro e i metalli preziosi fisici non sono un'alternativa marginale, ma un complemento essenziale al patrimonio.
Offrono ciò che i risparmi tradizionali non garantiscono più: una reale protezione del capitale a lungo termine.
Riequilibrare il proprio patrimonio con l'oro fisico non significa rinunciare alla finanza moderna. Significa tornare a un approccio collaudato alla gestione del patrimonio: diversificazione, prudenza ed eredità.
Da Sébastien Gatel
Laureato in diritto e finanza di mercato, Sébastien ha lavorato per molti anni in istituzioni finanziarie e nella gestione patrimoniale. Allo stesso tempo, interviene su diversi media rivolti a professionisti e privati, analizzando l’attualità finanziaria e semplificando argomenti relativi agli investimenti e ai risparmi.
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